Scrittura e sapori. Nasce l'Enodrammaturgia, ovvero l'abbinamento di celebri opere teatrali con rinomati vini. In questo primo appuntamento a cura del drammaturgo e sommelier Dario Paolo D'Antoni, un classico di Beckett incontra un classico della Valpolicella.      

Le rubriche di MateâriuM | Enodrammaturgia | a cura di: Dario Paolo D'Antoni

   
ASPETTANDO GODOT
Due meravigliosi vagabondi carichi di poesia, personalità ed umanità, Vladimiro ed Estragone, attendono in aperta campagna Godot, dal quale sperano di ricevere una sistemazione. Dubbiosi sul luogo e sul giorno dell’appuntamento, ignorano chi sia Godot (e Beckett non ce lo dirà mai). Dopo lunga attesa arriva Pozzo, un uomo ricco e istrionico (beve anche del vino), con uno schiavo al guinzaglio: Lucky. Lo strambo gruppo si intrattiene per un po’, poi i nuovi arrivati se ne vanno. Giunge infine un ragazzo che annuncia che Godot non arriverà oggi, ma domani. La trama del primo atto si ripete medesima nel secondo.   Una (tragi)commedia dell’attesa, che si svolge in un tempo bloccato. Una comicità che non si fa relegare nei propri confini. Un gioco serio e ciclico in una meta-realtà che ci regala l’oggettivazione di quel teatro dell’assurdo di cui Beckett è uno dei maggiori rappresentanti. Un testo che da sperimentale diviene di riferimento. E pensare...

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